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NELLA PAGINA VENGONO INSERITI FILE DIVERTENTI E/O RILASSANTI COME OPERE D'ARTE, POESIE, RACCONTI, MUSICA, SCRITTI VARI GIOCHI, BARZELLETTE, DOCUMENTI MULTIMEDIALI , ECCETERA, SEGNALATI DAI SOCI
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marranzanuMUSICA
Il maestro Giuseppe La Licata, con i I Vespri nel 2005 alla presentazione dell'America Cup
 


Libretto
del
1891
n

 

NORMA (V. Bellini)



http://www.tradizionip
Links ad "Aulos. Un sentito grazie
Dai I VESPRI SICILIANI (G.Verdi)
Libretto
PROSA E POESIA
 
  mlogiudice sicilianelcuore LA SICILIA NEL CUORE  
di Mariella Lojodice

PARTECIPANTE CON SUCCESSO AL CONCORSO

QUANNU I MAMMI CANTAUNU…….
di Maria Federico
Mamma, ti ricordi quann’eru picciridda, e  mi facevi i trizzi,
iò ciancìa e tu…. cantavi.
Quannu  ni  spattevi  dù  picca cà c’era e iò non vulia
manciare, tu calma,  spittavi
e… cantavi.     
Quattro figghi picciriddi, u maritu, a casa di badari,
eppuru…. tu cantavi.
E chiddu ca cantavi, ca a’“Cavalliria Rusticana" era, tu  
mancu lu sapivi.
Mamma, macari iò oggi aiu figghi, manciari ci n’é chi’ossai
   e ci sù tanti cosi,
ma, sti figghi però, non  mi  parunu pì chistu chiù cuntenti,
          e iò , mamma,
 iò  non cantu,…….
cianciu !

mariafederico

Dalla sua Taormina,
Maria Federico
arriva a Roma
25 anni fa
per amore del padre
dei suoi tre figli.
Archeologa mancata,
ha lavorato
per compagnie americane
ed
italiane
   
pirandello

Sicuri di fare cosa gradita,
diamo inizio
alla pubblicazione
delle novelledi
Luigi Pirrandello

1. SCIALLE NERO 2. PRIMA NOTTE 3. IL «FUMO  4. IL TABERNACOLO
5. DIFESA DEL MÈOLA 6. I FORTUNATI 7. VISTO CHE NON PIOVE... 8. FORMALITÀ
BELLE ARTI
Cartoline del barocco della Val di Noto

Da una mostra di  Lisa Pistorio
31 12 10
gattusoCerti d'incontrare l'approvazione dei visitatori avviamo la pubblicazione dei dipinti di Renato Gattuso
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

 

CON LE CARTE SICILIANE


giocatoridiscoponeweb
Gattuso

SCOPA.
SEGUI LE ISTRUZIONI E QUANDO APPARE IL TAVOLO DA GIOCO, APRI FILE E NEW GAME

PRIMA DI GIOCARE LEGGERE
E LE ISTRUZIONI

uominiminibriscola
UOMINI CHE GIOCANO A BRISCOLA ........
di
Giuseppe Santoro
da Avola

OMAGGI A
PINO CARUSO
Chi non sa ridere
non è una persona seria.
Il mio guaio è che spesso
non mi ricordo più come la penso.
La furbizia è l’idea che ogni stupido ha dell’intelligenza.
Da piccolo facevo la fame.
Ora faccio la dieta.
Sono cinquant’anni che non mangio.
In Sicilia abbiamo tutto.
Ci manca il resto.
Il posto dove sei nato è quel luogo dove anche ciò che è brutto è bello.
Da M. Cuscinà


A Renato e Pinarosa Rocco

che col matrimonio hanno perso la guerra d’indipendenza ed sono in una gradevole prigionia, porgendo l’altra guancia e il di dietro ai calci della fortuna. Hanno esercitato un martirio senza merito, hanno collezionato un matrimonio felice
(i maligni dicono solo per.............
) e ricordano che "l'amore riscalda ma più spesso illumina"

BARZELLETTE E NON SOLO

Il mito di Polifemo (di Renato Rocco)
 Polifemo nacque figlio di molti   padri che lui classificava in ordine net-uno, net-due ecc. Il piu’ importante fu il primo che si interesso’ anche della sua educazione: come   figlio del dio del mare, era un poco vongoloide, e per questo, fu messo in uno scorfanotrofio dovefrequento’ l’aliceo. Ancor giovane si   innamoro’ della ninfa galatea che gli insegno’ le buone maniere. L’innamorarsi   di una ninfa lo fece diventare   ninfomane. In amore galatea gli indicava la rotta e lui cosi’ seguiva la ninfostrada. Aveva un’industria lattiero casearia che produceva   formaggi   di caglio doc, e un liquore tipico di catania: l’amaro Caverna. I   maligni narrano che per soddisfare le sue voglie gastronomiche ogni mattina si faceva l’ovino sbattuto, ma fu accecato dall’amore per le pecore con le quali soddisfaceva i suoi capricci. Era anche fan di un cantante famoso che   belava le sue canzoni: Peppino di capra. Una volta accecato polifemo diventa polinfermo e ricorre alle cure dell’asl.   I   medici vogliono sapere chi gli ha fatto un oculo cosi’, Ma il nostro non vede l’ora di vendicarsi. E cosi’ comincia ad usare i  suoi  massi a mare, senza alcuna licenza edilizia e alcun   permesso della capitaneria di porto, che aveva il monopolio dell’affondamento delle barche coi clandestini extra-comunitari.   Con questo suo lancio di pietroni,  Polifemo non riesce a colpire Ulisse che scansa tutti i massi (il masso scansato). Ma Ulisse che aveva rubato al mostro le palle di mozzarella, per facilitare la fuga, organizza un v-ulisse’ cumpra’, lasciando il GGigante privo di palle.
Napoli, 12 novembre 2006

Renato    Rocco


Rosalia sicula, ri Messina; è bedda assai ma puvera in canna. Sugna d’esseri na granne star d’Hollivudd, ricca, famusa e si facissi ammazzare per arrivare nella Merica, ma unn’avi piccioli pu viaggiu.
Nu iorno, nu portu, vire un marinaiu e ci rice i so sugni. - “ Ma bedda” , dice chiddu “sa che po fari pa arrivari? La me navi parte dumani per Nova Yorke e ti po mittiri ammucciata na me cabbina. S’arriva in na ventina di iorni.” - “E tu chi bulissi?” dumanna Rosalia. - “Ma che fa, chi fussiti gentili cu mia nilu viaggiu?” - Raccussì la picciotta s’ammuccia nila cabina ru marinaiu.- Ogni notti e pure qualche iorno fa la gentili.
Roppo na ventina rii iorni, esce di la cabbina e dumanna a un cristianu: “Ma quanto ci voli per arrivari a Nova Yorke?”
Chiddu ci rispunne: “ Nova Yorke? Chissu è lu ferri botte Messina- San Giovanni.” Da M. Cuscinà

L’Amirica? Ci sunnu na poco di cose cun capivi.
I stradi sunnu longhe, lagghe quattru cursie e i chiamanu STRIT
I pummann sunnu auti dui piani e i chiamanu BASS
I fimmini sunnu aute, biunne, occhi cilesti, chi zizze e i chiamanu VUOMENE
Agli stop ci scivunu: oneway.  Ma chi cinni.....intressa a iddi ONNE VAI0.

Papera vecchia fa buon brodo ?

VIDEO

Giovanni Velluti: g.velluti
A FRANCO E CICCIO gli ultimi pupari

COLLEGAMENTO A VIDEO SICILIANI:


YOUTUBE
INTRATTENIMENTI

STORIE SICILIANE
da Franco Ganguzza

SICILIA E RITORNO SUL SATELLITE
Da M.Cuscinà
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Da un assiduo visitatore

E' PASQUA, CIAO SONO LOLEK


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IL RANOCCHIO SORDO
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